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Opera incompiuta

[S] Perito elettronico sperimentale in telecomunicazioni, questa è la mia formazione scolastica. 
Nulla a che vedere con materie letterarie, giusto quel qb infilato nel programma. Le menti più raffinate, gli integralisti della Crusca, gli occhi ciclopedici se ne saranno già accorti. Ma a cosa servono due occhi se solamente uno è in grado di vedere la realtà? Può un unico punto di vista, un giudizio dittatoriale, essere indice di verità assoluta? E se quell'indice si infilasse nell'unico occhio vedente, cosa succederebbe? 
Poco mi importa. 
Scrivo perché mi piace e provo a farlo nel modo più semplice, più diretto, più immediato, quello da uomo della strada. Un pò come fa mia moglie. No, non fraintendete, lei non è una donna da strada. Lei ha fatto le scuole "alte" (come dice mia mamma), è la mia consulente grammaticale. Se ho qualche forma di dubbio (da non confondere col famoso formaggio umbro, la Forma di Gubbio), dopo un breve litigio, una sbraitata, un fa-mò-come-ti-pare, correggiamo il tutto.
  
Correva l'anno 2009, cavoli come correva. Ero addetto stampa di un team del mondiale Superbike e per impegnare il tempo trascorso in aereo, avevo deciso di scrivere un libro. Più che altro era una una scusa per non pensare al volo del quale avevo (ora non più), tremendamente paura.
Iniziai con entusiasmo la scrittura di questa biografia romanzata. Un bel "mappazzone", per dirla alla Barbieri.

Il “mappazzone” é una parola tipicamente bolognese, si usa per intendere ad esempio un piatto per camionisti, abbondante, impiattato male, alla rinfusa, senza un senso, brutto da vedere, pesante, senza classe, senza stile, senza anima cioè….. un mappazzone! Di solito si prepara un mappazzone quando non si ha un’idea, quando pensi a una cosa e ne viene fuori un’altra, quando continui a mettere qualcosa nel piatto e poi non ti esce nulla.

Io ne ero comunque entusiasta. 
Poi un giorno ho deciso di fare il grande passo raccontandole con gioia (e timore), il mio progetto facendole leggere la prima stesura.
La sua sincerità è stata fetale: ha ucciso la mia creatura, il mio primo, unico, fantastico, libro.
Avete presente lo zero assoluto? 
Lo zero assoluto è la temperatura più bassa che teoricamente si possa ottenere in qualsiasi sistema macroscopico, e corrisponde a –273,15 °C.
"Lo tieni solo per te vero? Non pensare di farla leggere in giro".
Ecco, questa frase può essere interpretata in diversi modi. Il tono non era per nulla scherzoso.
Il mondo mi è crollato addosso, io pensavo fosse carino! 
Sono consapevole di non essere   BarRicco o Eco-eco-co-o, ma porca vacca ! (chiedo scusa ai tanti lettori indiani che hanno iniziato a seguirmi grazie al CIV).
Ogni velleità letteraria è stata smorzata sul nascere, un coito interrotto per le mie pene a stilo. Ci rimasi veramente male e da quel giorno non ho più portato avanti il racconto. 
Ma oggi si è riaccesa la speranza, ho riesumato il file, mi sono ricordato la password (l'avevo persino protetto nel caso qualche hacker se ne fosse indebitamente impossessato), e l'ho riletto. 
Bene, sono orgoglioso di quanto ho scritto e la mia cocciutaggine mi porterà a proseguire il "lavoro". 
Sto valutando di pubblicarlo a capitoli, settimana dopo settimana come se fosse un feuilleton, romanzo d'appendice al nostro blog.
Perchè in fondo, non sarà mica peggio delle cose che abbiamo scritto sino ad oggi ... 

A presto,
Stefano 

Commenti

  1. Ciao caro S, che tu sia stato allo spettacolo del mitico Bergonzoni lo intuisco anche solo leggendo il post di oggi…. ci sono dei passaggi che ho dovuto leggere due volte dal gran che mi sono piaciuti.
    Per quanto riguarda il libro mi sembra un giusta idea, non ho detto buona e nemmeno cattiva….
    Io vi seguo con piacere!!!

    RispondiElimina
  2. Non so se dare più retta alla valutazione di Giorgia (così, a pelle, per solidarietà femminile) o alla mia curiosità, perché mi piace l'idea di un racconto a puntate!
    In famiglia il "letterato" è il marito, è lui che divora libri su libri (carta, e-book...la "materia prima" non hanno grossa importanza!) io preferisco "spendere diversamente il tempo" (ecco, lui direbbe "perdere diversamente il tempo!")
    Magari puoi inserire la classica dicitura: "Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale"...dici che Giorgia ricollegherebbe il tutto????

    RispondiElimina
  3. Ah, ah, ah .... fantastico!
    Che insurrezione sia, allora!
    Attendiamo il mappazzone con curiosità!
    E non ti preoccupare di Giorgia, ci pensiamo noi, ormai fedeli lettori!

    RispondiElimina

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